<?xml version="1.0"?><rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"><channel><title>S.Net Blog - La nuova casa della brugola informatica</title><link>http://www.insidetechnologies.eu/</link><description>Inside Technologies</description><dc:language>it-it</dc:language><generator>RSS Generated by Inside Technologies</generator><managingEditor>Silvio Di Benedetto - www.insidetechnologies.eu</managingEditor><webMaster>Silvio Di Benedetto - www.insidetechnologies.eu</webMaster><copyright>Copyright (C) 2009</copyright><item><title>Operations Manager 2012: Service Level Dashboard</title><link>http://www.insidetechnologies.eu/blog_details.aspx?ID=222</link><pubDate>Sat, 19 May 2012 11:37:49 GMT</pubDate><description>&lt;p&gt;
 Una delle tante novit&amp;agrave; introdotte in System Center Operations Manager 2012 &amp;egrave; la nuova modalit&amp;agrave; di Dashboard integrate nativamente nel prodotto. Con la versione precedente, era possibile utilizzare la Service Level Dashboard in abbinato ad una piattaforma Windows Sharepoint 3.0; bench&amp;egrave; il prezzo della SLD fosse pari a zero, il teorico costo era rappresentato dalla macchina dove far girare Sharepoint, non tanto a livello di software quanto per la manutenzione che questa macchina richiedeva.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Con la versione 2012 tutto questo viene semplificato e migliorato, grazie ad un nuovo wizard, come mostra la figura 1.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;
 &lt;img alt="" src="/BlogImage/image/2012_05_19_SLD2012/01.png" style="width: 600px; height: 450px;" /&gt;&lt;br /&gt;
 Figura 1 &amp;ndash; Nuovo Wizard di Creazione Dashboard&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 A cosa serve la Service Level Dashboard? E&amp;#39; uno strumento di monitoraggio, che d&amp;agrave; la possibilit&amp;agrave; di monitorare una serie di parametri attraverso dei grafici molto chiari. E&amp;#39; possibile, per esempio, tenere sotto controllo i propri server SQL e capire quale sia l&amp;#39;andamento di prestazione, come il periodo di funzionamento; questo dato &amp;egrave; molto importante quando bisogna garantire l&amp;#39;affidabilit&amp;agrave; del servizio (SLA) e serve un qualcosa che lo certifichi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Tuttavia prima di poter generare una Dashboard &amp;egrave; necessario creare l&amp;#39;elemento di monitoraggio, dato che Operations Manager permette il massimo della flessibilit&amp;agrave; su questi aspetti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Il procedimento di creazione di un Service Level Tracking si fa nella sezione di Authoring, figura 2. Una volta inserito il nome del monitor, bisogna selezionare il gruppo di oggetti che si vuole monitorare: la scelta pu&amp;ograve; ricadere tra quelli importati dai vari Management Pack oppure creandone uno proprio.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;
 &lt;img alt="" src="/BlogImage/image/2012_05_19_SLD2012/02.png" style="width: 534px; height: 413px;" /&gt;&lt;br /&gt;
 Figura 2 &amp;ndash; Creazione Service Level Tracking&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Una volta selezionato il gruppo, figura 3, bisogna selezionare in quale Management Pack andare a salvare le impostazioni. E&amp;#39; bene ricordare che non bisogna mai fare salvataggi della Default Management Pack o in altri MP creati da SCOM, ma &amp;egrave; necessario andare a selezionare un proprio pacchetto di repository. Il motivo principale di questa scelta &amp;egrave; dato dal fatto che in futuro sar&amp;agrave; possibile esportarlo, e quindi reimportarlo, in modo facile e senza portarsi dietro altri settaggi impostati durante il tempo.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;
 &lt;img alt="" src="/BlogImage/image/2012_05_19_SLD2012/03.png" style="width: 600px; height: 496px;" /&gt;&lt;br /&gt;
 Figura 3 &amp;ndash; Wizard SLT Fase 1&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Conclusa questa operazione &amp;egrave; la volta della creazione di Service Level Objective ovvero quello che sar&amp;agrave; il vero sistema di controllo delle entit&amp;agrave;. Anche in questo caso &amp;egrave; necessario selezionare la classe da monitorare e la percentuale sotto il quale non vorremmo mai andare per non creare un disservizio, figura 4. Assieme a questo dato &amp;egrave; possibile impostare in modo deve essere calcolato il valore, per esempio nel caso in cui viene creato un piano di manutenzione inaspettato il sistema lo contegger&amp;agrave; come disservizio.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;
 &lt;img alt="" src="/BlogImage/image/2012_05_19_SLD2012/04.png" style="width: 600px; height: 495px;" /&gt;&lt;br /&gt;
 Figura 4 - Wizard SLT Fase 2&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 E&amp;#39; possibile creare anche pi&amp;ugrave; SLO dentro un unico oggetto di Tracking, cosa utile se servono pi&amp;ugrave; elementi per avere il quadro completo della situazione. A questo punto &amp;egrave; possibile tornare nella console di Monitoring e creare un nuovo oggetto di Dashboard, collegandolo al MP creato precedentemente per il Service Level Tracking.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Tra gli scopi disponibili ci saranno tutti gli elementi creati in precedenza; importante notare come sia possibile impostare l&amp;#39;arco di tempo sul quale prendere il campione: ci sono realt&amp;agrave; dove bisogna garantire il servizio di posta al 99.9% nell&amp;#39;arco di un mese, altre che sono pi&amp;ugrave; flessibili, ebbene questa cosa &amp;egrave; possibile impostarla in fase di creazione dell&amp;#39;oggetto - figura 5.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;
 &lt;img alt="" src="/BlogImage/image/2012_05_19_SLD2012/05.png" style="width: 600px; height: 450px;" /&gt;&lt;br /&gt;
 Figura 5 &amp;ndash; Associazione Dashboard / SLT&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Non resta che attendere il tempo necessario per l&amp;#39;attivazione del monitor e poi sar&amp;agrave; possibile avere i dati richiesti in modo veloce, vedi figura 6. Una delle peculiarit&amp;agrave; della SLD &amp;egrave; quella di poter integrare lo strumento all&amp;#39;interno di uno Sharepoint 2010; alla domanda &amp;quot;perch&amp;egrave;?&amp;quot;, la risposta &amp;egrave; legata al fatto che non tutti hanno padronanza con Operations Manager e sovente pu&amp;ograve; essere utile fornire uno strumento di andamento anche ad altre persone. In ufficio si potrebbe avere un commerciale che si interfaccia con i clienti e che ha bisogno di avere alcuni dati importanti sull&amp;#39;andamento dei servizi (es. una piattaforma di LOB), in questo caso l&amp;#39;integrazione della Dashboard con una pagina di Sharepoint &amp;egrave; un ottimo mezzo per fornire i dati necessari.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;
 &lt;img alt="" src="/BlogImage/image/2012_05_19_SLD2012/06.png" style="width: 600px; height: 450px;" /&gt;&lt;br /&gt;
 Figura 6 &amp;ndash; Stato Monitoraggio&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Come si pu&amp;ograve; notare, la creazione di questo utilissimo strumento &amp;egrave; rimasta invariata dalla versione 2007 R2, bench&amp;egrave; il grande vantaggio &amp;egrave; averlo gi&amp;agrave; all&amp;#39;interno della console stessa. Per chi fosse interessato ad approfondire il discorso sull&amp;#39;integrazione con Sharepoint, ecco un link utile: &lt;a href="http://technet.microsoft.com/en-us/library/hh212924.aspx"&gt;Using SharePoint to View Operations Manager Data&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 S&lt;/p&gt;
</description><category>System Center Suite</category><dc:creator>Silvio Di Benedetto</dc:creator><comments /><guid>http://www.insidetechnologies.eu/blog_details.aspx?ID=222</guid></item><item><title>Cumulative Update 6 for System Center Operations Manager 2007 R2 </title><link>http://www.insidetechnologies.eu/blog_details.aspx?ID=221</link><pubDate>Tue, 15 May 2012 10:08:23 GMT</pubDate><description>&lt;p&gt;
 Nuovo aggiornamento, finalmente direi, per Operations Manager 2007 R2. La Cumulative Update 6 arriva a diversi mesi di distanza dalla versione precedente e va a risolvere le seguenti problematiche:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
 &lt;li&gt;
  RMS promotion fails if NetworkName and PrincipalNames are not in sync for agents&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;
  UI is limited to only 100 MB for the Memory Usage field in the wizard&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;
  Additional OIDs in auth certificate are not processed correctly&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;
  AEM creates duplicate computer objects in OpsMgr based on Agents NetBIOS name&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;
  Cannot open reporting pane on OpsMgr 2007 R2 remote console&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;
  Cannot view schedule for scheduled report&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;
  ManagementServerConfigTool with the option &amp;quot;promoterms&amp;quot; fails because it stops polling the SDK Service&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;
  OpsMgr reports are failing on Windows 7 with the error: &amp;quot;Cannot initialize report&amp;quot;&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;
  ACS events have &amp;quot;n/a&amp;quot; as their category in the ACS database&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;
  Watch agentless monitoring listener to detect failure to respond&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;
  SCOM SDK memory leak on cryptography keys and cryptography contexts&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;
  After you click Edit Schedule, a message box appears, and you cannot save the change value&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;
  Audit events can be lost when the AdtServer process crashes&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;
 Lato cross-platform, vengono risolve le seguenti problematiche:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
 &lt;li&gt;
  The installation process for the IBM AIX 6.1 agent incorrectly checks for AIX 5.3 packages&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;
  After a system restart, the OpsMgr agent for Solaris may start to run before local file systems are mounted&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;
  On Red Hat Linux version 4 and SUSE Linux version 9, LVM disks are not discovered and cannot be monitored&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;
  The OpsMgr agent for AIX does not report the arguments for monitored processes&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;
  When Microsoft security update MS12-006 is installed on an OpsMgr management server, that management server can no longer communicate with the OpsMgr agent on any Linux or UNIX server&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;
  On HP-UX, OpsMgr cannot discover and monitor a logical volume that is composed of more than 127 physical volumes&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;
 Finalmente viene risolto anche il problema legato alle macchine UNIX, in presenza della patch MS12-006 che impediva il corretto deploy dell&amp;#39;agent, argomento trattato in un &lt;a href="http://www.insidetechnologies.eu/blog_details.aspx?ID=201"&gt;precedente post&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Come &amp;egrave; successo per l&amp;#39;Update Rollup 1 di System Center 2012, anche questo aggiornamento porta in dote il supporto a nuove piattaforme non Windows, tra cui:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
 &lt;li&gt;
  Support for IBM AIX 7.1 (POWER)&lt;/li&gt;
 &lt;li&gt;
  Support for Oracle Solaris 11 (x86 and SPARC)&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;
 Prima di procedere all&amp;#39;installazione, ricordarsi di leggere attentamente la documentazione e di seguire i vari passaggi indicati per evitare problemi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 &lt;a href="http://support.microsoft.com/kb/2626076" target="_blank"&gt;Cumulative Update 6 for System Center Operations Manager 2007 R2&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 S&lt;/p&gt;
</description><category>System Center Suite</category><dc:creator>Silvio Di Benedetto</dc:creator><comments /><guid>http://www.insidetechnologies.eu/blog_details.aspx?ID=221</guid></item><item><title>Windows Server 2012 Hyper-V in VMware ESXi 5</title><link>http://www.insidetechnologies.eu/blog_details.aspx?ID=220</link><pubDate>Sat, 12 May 2012 14:20:49 GMT</pubDate><description>&lt;p&gt;
 Qualche giorno fa ho parlato di come far funzionare Hyper-V v3, presente in Windows Server 2012, con VMware Workstation. Oggi &amp;egrave; tempo di parlare di come fare la stessa cosa con VMware ESXi 5.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 La configurazione della macchina deve essere di tipo Windows Server 8 (64bit), cosa presente in ESXi 5. Come prima cosa &amp;egrave; necessario aprire la console SSH con il server host &amp;egrave; lanciare questo comando:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 &lt;em&gt;echo &amp;#39;vhv.allow = &amp;quot;TRUE&amp;quot; &amp;#39; &amp;gt;&amp;gt; /etc/vmware/config&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Questa &amp;egrave; un&amp;#39;impostazione generica, mentre i seguenti parametri sono da inserire per ogni singola VM. All&amp;#39;interno della sezione General - Advanced, bisogna cliccare su Configuration Parameters - vedi figura 1.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;
 &lt;img alt="" src="/BlogImage/image/2012_05_12_ESXi5/01.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;
 Figura 1 - Modifica Parametri&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 E&amp;#39; necessario inserire questi campi:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 &lt;em&gt;monitor.virtual_exec = hardware&lt;br /&gt;
 hypervisor.cpuid.v0 = FALSE&lt;br /&gt;
 mce.enable = TRUE&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Il passo successivo &amp;egrave; di modificare all&amp;#39;interno della sezione CPUID Mask, tramite il pulsante Advanced - figura 2, il seguente parametro:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 &lt;em&gt;Level1 ECX: ---- ---- ---- ---- ---- ---- --H- ----&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;
 &lt;img alt="" src="/BlogImage/image/2012_05_12_ESXi5/02.jpg" style="width: 485px; height: 213px;" /&gt;&lt;br /&gt;
 Figura 2 - Modifica Level1 ECX&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Fondamentale ricordare che i seguenti parametri devono essere attivati:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 - Supporto alla virtualizzazione Intel EPT Feature&lt;br /&gt;
 - Esposizione ND/XD Flag to the Guest&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 A questo punto sar&amp;agrave; possibile installare correttamente il sistema operativo ed attivare il ruolo Hyper-V. Giusto per fare un ulteriore reminder, se non si rispetta un solo di questi settaggi, la macchina non partir&amp;agrave; in nessun modo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 S&lt;/p&gt;
</description><category>Virtualizzazione</category><dc:creator>Silvio Di Benedetto</dc:creator><comments /><guid>http://www.insidetechnologies.eu/blog_details.aspx?ID=220</guid></item><item><title>Windows Server 2012 Hyper-V on SMB 3.0</title><link>http://www.insidetechnologies.eu/blog_details.aspx?ID=219</link><pubDate>Fri, 11 May 2012 00:50:45 GMT</pubDate><description>&lt;p&gt;
 Una delle tante novit&amp;agrave; introdotte con la nuova versione di Hyper-V, che sar&amp;agrave; rilasciato con Windows Server 2012 ma successivamente anche in versione Standalone, &amp;egrave; quella di supportare il posizionamento dei file .vdhx all&amp;#39;interno di una share di rete.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Con Windows Server 2012 sbarcher&amp;agrave; un nuovo formato di SMB, la v3.0, che avr&amp;agrave; in dote la possibilit&amp;agrave; di fare Server Application. A cosa serve? Sar&amp;agrave; possibile usare una share di rete per posizionare i propri database SQL Server o, come detto, i file delle macchine virtuali, su una piattaforma certificata da Microsoft e quindi supportata anche in produzione. Non &amp;egrave; da escludere che la prossima versione di Exchange Server possa supportare il posizionamento dei suoi database all&amp;#39;interno di questo tipo di share.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Con Hyper-V R2 non era possibile posizionare i dischi .vhd dentro una share, perch&amp;egrave; l&amp;#39;hypervisor si fermava con un errore. Dato che con la nuova versione di Hyper-V sar&amp;agrave; possibile, questo articolo spiegher&amp;agrave; come configurare correttamente la propria infrastruttura.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Si tratter&amp;agrave; anche come configurare pi&amp;ugrave; host Hyper-V in modo da poter abilitare la migrazione da un host verso un altro, senza avere un cluster. Nel caso non si disponga di pi&amp;ugrave; server, non ci sono problemi dato che i suggerimenti valgono nella stessa misura.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Il primo passo consiste nel lavorare su Active Directory, per configurare due gruppi: HV-Admins e HV-Host, che conterranno relativamente tutti gli amministratori di Hyper-V e tutti i server host che dovranno accedere alla share di rete.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Conclusa questa attivit&amp;agrave; sar&amp;agrave; necessario andare ad attivare il trust tra i server Host ed il server che espone il servizio di sharing, selezionando il &lt;strong&gt;servizio cifs&lt;/strong&gt;, cos&amp;igrave; come mostra la figura 1.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;
 &lt;img alt="" src="/BlogImage/image/2012_05_11_WS2012/01.png" style="width: 600px; height: 450px;" /&gt;&lt;br /&gt;
 Figura 1 - Attivazione Trust&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 E&amp;#39; fondamentale ricordare che questa cosa va fatta per ogni singolo host da collegare; nel caso si voglia esporre un cluster in modalit&amp;agrave; File Server, sia i server che la risorsa cluster andranno inserire nell&amp;#39;elenco degli elementi in trust.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Il passo successivo prevede la creazione della share di rete all&amp;#39;interno del File Server, che dovr&amp;agrave; essere basato obbligatoriamente su Windows Server 2012, o su altro device che per&amp;ograve; supporti il protocollo SMB 3.0 e che possa collegarsi ad Active Directory (obbligatorio se volete fare la Migration).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 All&amp;#39;avvio del wizard bisogner&amp;agrave; selezionare la modalit&amp;agrave; di share che si vorr&amp;agrave; abilitare e nello specifico Server Application, figura 2.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;
 &lt;img alt="" src="/BlogImage/image/2012_05_11_WS2012/02.png" style="width: 600px; height: 450px;" /&gt;&lt;br /&gt;
 Figura 2 - Avvio Wizard&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Dopo aver selezionato il disco di posizionamento ed il nome della share, figura 3, sar&amp;agrave; necessario andare ad impostare due elementi importanti: l&amp;#39;eventuale protezione dei dati, supportata anch&amp;#39;essa in Hyper-V v.Next, ed i permessi NTFS e Share.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;
 &lt;img alt="" src="/BlogImage/image/2012_05_11_WS2012/03.png" style="width: 600px; height: 450px;" /&gt;&lt;br /&gt;
 Figura 3 - Selezione Nome Share&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 I permessi sono importanti per fare in modo che le risorse delle VM possano essere spostate da un host verso un altro senza errori; a tal proposito &amp;egrave; necessario rimuovere tutti i vari utenti presenti di default e reimpostare i permessi utilizzando i due gruppi precedentemente creati, assegnandoli il Full Control, come mostra la figura 4. Per quanto riguarda la parte di share, anche qui sar&amp;agrave; necessario usare i due gruppi creati, impostando il Full Control.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;
 &lt;img alt="" src="/BlogImage/image/2012_05_11_WS2012/04.png" style="width: 600px; height: 450px;" /&gt;&lt;br /&gt;
 Figura 4 - Impostazione Permessi&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Ultima cosa da fare &amp;egrave; quella di modificare l&amp;#39;Owner, scegliendo il gruppo degli HV-Admins.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 &lt;em&gt;&lt;strong&gt;NB: prima di fare qualsiasi lavoro sulla parte di creazione share, &amp;egrave; necessario effettuare un logoff dal File Server, altrimenti il rischio &amp;egrave; quello di non riuscire ad accedere alle risorse.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Terminato questo step, la share sar&amp;agrave; pronta e si potr&amp;agrave; procedere con la creazione della Virtual Machine. Il procedimento &amp;egrave; sempre lo stesso, la differenza consiste nell&amp;#39;avere il posizionamento del file .vhdx dentro una cartella condivisa, come mostra la figura 5.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;
 &lt;img alt="" src="/BlogImage/image/2012_05_11_WS2012/05.png" style="width: 600px; height: 450px;" /&gt;&lt;br /&gt;
 Figura 5 - Creazione VM&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Non resta che avviare la propria macchina virtuale e procedere con l&amp;#39;installazione. In caso ci siano pi&amp;ugrave; server host, si potr&amp;agrave; testare anche l&amp;#39;effetto di Migration da una parte verso l&amp;#39;altra in tempo reale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Questo &amp;egrave; un grande strumento presente nella nuova versione di Hyper-V, perch&amp;egrave; apre gli scenari all&amp;#39;utilizzo di sistemi pi&amp;ugrave; economici rendendo gli hypervisor pi&amp;ugrave; accessibili alla massa, anche senza disporre di SAN costose.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 S&lt;/p&gt;
</description><category>Windows Server 2012</category><dc:creator>Silvio Di Benedetto</dc:creator><comments /><guid>http://www.insidetechnologies.eu/blog_details.aspx?ID=219</guid></item><item><title>System Center 2012 Update Rollup 1</title><link>http://www.insidetechnologies.eu/blog_details.aspx?ID=218</link><pubDate>Tue, 08 May 2012 15:59:11 GMT</pubDate><description>&lt;p&gt;
 A pochi giorni dal rilascio ufficiale di System Center 2012, la nuova suite che comprende tutti i prodotti di gestione, protezione, monitoraggio ed automazione della propria infrastruttura, ecco arrivare i primi Update Rollup per alcuni di essi. Ecco l&amp;#39;elenco dei nuovi update:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 &lt;strong&gt;Update Rollup 1 for Virtual Machine Manager 2012&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Virtual Machine Manager Server Update (KB2663959) - 7 problemi risolti&lt;br /&gt;
 Virtual Machine Manager Console Update (KB2663960) - 7 problemi risolti&lt;br /&gt;
 Virtual Machine Manager Self-Service Portal Update (KB2663961)&lt;br /&gt;
 App Controller Update (KB2677596)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Rilasciato anche il nuovo Management Pack Update for Virtual Machine Manager che va a risolvere diverse problematiche di interfacciamento con Operations Manager.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 &lt;strong&gt;Update Rollup 1 for Operations Manager 2012&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Operations Manager Update (KB2674695) - 17 problemi risolti&lt;br /&gt;
 Operations Manager Update (KB2674695) &amp;ndash; Unix and Linux monitoring - 3 problemi risolti&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Con questo aggiornamento, inoltre, viene introdotto il supporto a Oracle Solaris 11 (x86 and SPARC).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Prima di procedere agli aggiornamenti, leggete attentamente quanto indicato nella KB, soprattutto in merito agli step da seguire in Operations Manager 2012.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Per quanto riguarda Data Protection Manager 2012, da oggi &amp;egrave; disponibile la Technical Documentation ufficiale che si compone di 5 file diversi, tra cui uno dedicato ai comandi PowerShell.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 &lt;a href="http://support.microsoft.com/kb/2686249" target="_blank"&gt;Update Rollup 1 for System Center 2012&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 &lt;a href="http://www.microsoft.com/en-us/download/details.aspx?id=29698&amp;amp;ocid=aff-n-we-loc--ITPRO40886&amp;amp;WT.mc_id=aff-n-we-loc--ITPRO40886" target="_blank"&gt;Technical Documentation Download for System Center 2012 &amp;ndash; Data Protection Manager&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 S&lt;/p&gt;
</description><category>System Center Suite</category><dc:creator>Silvio Di Benedetto</dc:creator><comments /><guid>http://www.insidetechnologies.eu/blog_details.aspx?ID=218</guid></item><item><title>Windows Server 2012 Hyper-V in VMware Workstation</title><link>http://www.insidetechnologies.eu/blog_details.aspx?ID=217</link><pubDate>Sun, 29 Apr 2012 11:14:16 GMT</pubDate><description>&lt;p&gt;
 Come tanti sanno, una cosa veramente grande di VMware &amp;egrave; quella di riuscire a far funzionare diversi tipi di hypervisor all&amp;#39;interno della propria struttura. Chiaramente queste cose non devono essere usate per ambienti di produzione ma solo per test e laboratori. Con&amp;nbsp;Workstation 8 era possibile installare una macchina Windows Server 2008 ed attivare il ruolo di Hyper-V a patto di inserire questa stringa dentro il file di configurazione: &lt;strong&gt;hypervisor.cpuid.v0 = FALSE&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Con l&amp;#39;arrivo di Windows Server 2012 sono cambiate alcune cose sul lato virtualizzazione, dato che il nuovo Hyper-V &amp;egrave; molto pi&amp;ugrave; esigente. Tuttavia il ruolo &amp;egrave; ancora attivabile e per farlo&amp;nbsp;basta aggiungere queste due stringe:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 hypervisor.cpuid.v0 = FALSE&lt;br /&gt;
 mce.enable = &amp;quot;TRUE&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 E&amp;#39; importante, prima di poter procedere all&amp;#39;attivazione del ruolo, assicurarsi che:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 - Le VMware Tools siano installate&lt;br /&gt;
 - Sia selezionata la macchina in modalit&amp;agrave; Windows Server 2008 R2 o Windows 8 x64 se usate la versione 2012 di VMware Workstation&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Se uno dei due requisiti non viene rispettato, il rischio &amp;egrave; di trovarsi una bella schermata di crash legato alla HAL.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Per chi fosse interessato, &amp;egrave; da poco disponibile una Tecnology Preview di Workstation 2012 che si pone come obiettivo quello di dare pieno supporto a nuovo sistema operativo Microsoft ma anche ad Ubuntu 12, oltre che assicurare una serie di novit&amp;agrave; lato performance e di supporto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 &lt;a href="http://communities.vmware.com/community/vmtn/beta/workstationtp2012"&gt;VMware Workstation Technology Preview 2012 &lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 S&lt;/p&gt;
</description><category>Virtualizzazione</category><dc:creator>Silvio Di Benedetto</dc:creator><comments /><guid>http://www.insidetechnologies.eu/blog_details.aspx?ID=217</guid></item><item><title>Virtual Machine Manager 2012: Creare un Cluster Hyper-V</title><link>http://www.insidetechnologies.eu/blog_details.aspx?ID=216</link><pubDate>Sat, 28 Apr 2012 17:27:04 GMT</pubDate><description>&lt;p&gt;
 La creazione di un Cluster Hyper-V &amp;egrave; una cosa abbastanza veloce, ammesso di aver rispettato tutti i requisiti richiesti, soprattutto quando si ha a che fare con la versione full di Windows Server, che tramite interfaccia grafica permette di svolgere tutte le attivit&amp;agrave; rapidamente. La stessa cosa non si pu&amp;ograve; propriamente dire della versione Core, che obbliga strumenti intermedi per gestire il wizard.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 System Center Virtual Machine Manager 2012 introduce una nuova funzionalit&amp;agrave; di creazione Cluster, direttamente dalla sua console, in modo rapido come mostra la figura 1.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;
 &lt;img alt="" src="/BlogImage/image/2012_04_28_VMM2012/01.png" style="width: 651px; height: 278px;" /&gt;&lt;br /&gt;
 Figura 1 - Task Creazione Cluster&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Prima di poter iniziare &amp;egrave; necessario che vengano rispettati questi canoni:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 - L&amp;#39;agent VMM sui server Host deve essere gi&amp;agrave; installato&lt;br /&gt;
 - Avere la console di Failover Cluster sul server VMM&lt;br /&gt;
 - Avere la console di Hyper-V sul server VMM&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 I server Host dovranno gi&amp;agrave; essere configurati correttamente, sia lato network, sia lato storage.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Avviato il wizard, sar&amp;agrave; necessario impostare il nome del cluster e selezionare gli host da usare, come mostra la figura 2.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;
 &lt;img alt="" src="/BlogImage/image/2012_04_28_VMM2012/02.png" style="width: 650px; height: 485px;" /&gt;&lt;br /&gt;
 Figura 2 - Selezione Host&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Dopo aver impostato l&amp;#39;indirizzo IP, si pu&amp;ograve; procedere alla gestione dei dischi dove in automatico il wizard imposta l&amp;#39;unit&amp;agrave; da utilizzare come Quorum. I restanti dischi, figura 3, vengono utilizzati per l&amp;#39;allocazione delle VM e possono essere configurati, o meno, anche per il Cluster Shared Volume.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;
 &lt;img alt="" src="/BlogImage/image/2012_04_28_VMM2012/03.png" style="width: 650px; height: 484px;" /&gt;&lt;br /&gt;
 Figura 3 - Gestione Dischi&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Prima di avviare il task &amp;egrave; importante verificare che tutti i dati siano correttamente inseriti, come mostra la figura 4.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;
 &lt;img alt="" src="/BlogImage/image/2012_04_28_VMM2012/04.png" style="width: 650px; height: 484px;" /&gt;&lt;br /&gt;
 Figura 4 - Riepilogo Task&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 A questo punto partir&amp;agrave; il wizard di configurazione che andr&amp;agrave; ad eseguire tutta una serie di operazioni, tra cui anche la validazione del Cluster. Al termine di tutto in caso di errori o avvisi, si riceveranno delle notifiche per risolvere i problemi. Il risultato finale sar&amp;agrave; quello mostrato nella figura 5.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;
 &lt;img alt="" src="/BlogImage/image/2012_04_28_VMM2012/05.png" style="width: 650px; height: 181px;" /&gt;&lt;br /&gt;
 Figura 5 - Cluster Pronto&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Questo strumento integrato in VMM 2012 &amp;egrave; molto importante perch&amp;egrave; ottimizza e velocizza la creazione delle risorse Cluster basate su Hyper-V. Per chi volesse provare Virtual Machine Manager 2012, da oggi &amp;egrave; disponibile anche la versione pronta in formato .vhd.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 &lt;a href="http://www.microsoft.com/en-us/download/details.aspx?id=10712" target="_blank"&gt;System Center 2012 - Virtual Machine Manager &amp;ndash; Evaluation&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 S&lt;/p&gt;
</description><category>System Center Suite</category><dc:creator>Silvio Di Benedetto</dc:creator><comments /><guid>http://www.insidetechnologies.eu/blog_details.aspx?ID=216</guid></item><item><title>Gestione di Hyper-V con Veeam Backup &amp; Replicaton</title><link>http://www.insidetechnologies.eu/blog_details.aspx?ID=215</link><pubDate>Fri, 20 Apr 2012 12:38:34 GMT</pubDate><description>&lt;p&gt;
 Il backup &amp;egrave; una delle operazioni pi&amp;ugrave; importanti legate al mondo informatico. La mancanza di un piano adeguato di salvataggio, &amp;egrave; potenzialmente uno dei rischi pi&amp;ugrave; grandi che un&amp;#39;azienda, piccola o grande che sia, pu&amp;ograve; avere. Un sistema protetto permette agli IT Pro di poter recuperare i dati in modo facile e, il pi&amp;ugrave; delle volte velocemente, per far fronte a quelli che sono gli imprevisti che possono capitare: dall&amp;#39;eliminazione di un file, alla corruzione di un intero server, fino ad arrivare al disastro totale, che avviene quando si perde l&amp;#39;intera infrastruttura.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Con l&amp;#39;avvento della virtualizzazione, il backup &amp;egrave; diventato ancora pi&amp;ugrave; importante perch&amp;eacute; mentre una volta esistevano tanti&amp;nbsp; server fisici che si ripartivano i ruoli, adesso si &amp;egrave; arrivati a situazioni dove una sola macchina mantiene un intero comparto aziendale e sovente questa macchina non &amp;egrave; neppure messa in alta affidabilit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Purtroppo non c&amp;#39;&amp;egrave; molta informazione su come pianificare correttamente un backup ed a volte si incappa in soluzioni pi&amp;ugrave; disparate che per&amp;ograve; non garantiscono nessun risultato, soprattutto perch&amp;eacute; molto spesso non vengono neppure eseguiti dei normali test di restore dei dati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Pianificare un corretto backup significa sapere cosa serve salvare, dove, quando e quali sono i tempi medi di ripristino. Nel &amp;ldquo;cosa&amp;rdquo;, gli scenari aziendali solitamente sono due:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 &lt;strong&gt;Uno o pi&amp;ugrave; Host collegati ad una SAN&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
 In questo caso, tutti i dati sono salvati all&amp;rsquo;interno di uno storage condiviso, dove le macchine sono in modalit&amp;agrave; Cluster, e quindi l&amp;rsquo;unica preoccupazione potrebbe essere solo quello di proteggere il server host a livello bare-metal, considerato che i dati contenuti nella SAN potrebbero essere protetti da funzionalit&amp;agrave; dello storage hardware.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Sia chiaro che la protezione dei dati contenuti nella SAN &amp;egrave; un altro importante nodo che per&amp;ograve; sovente non viene affrontato con la giusta attenzione. Nel caso non si disponga di un sistema di protezione adeguato per la SAN, si corrono dei grossi rischi, e si presenta la necessit&amp;agrave; di proteggere le VM ivi contenute.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 &lt;strong&gt;Uno o pi&amp;ugrave; Host Standalone&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
 in questo scenario, tutti i dati sono residenti all&amp;rsquo;interno dei vari host e non esiste un sistema di replica o alta affidabilit&amp;agrave;, quindi &amp;egrave; necessario effettuare il Bare Metal oppure salvare le singole VM.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Un altro aspetto importante, che deve essere messo nel progetto iniziale di pianificazione, &amp;egrave; il &amp;ldquo;dove&amp;rdquo;: posizionare i backup all&amp;rsquo;interno dello stesso storage dove si trovano le VM principali, sia che si trovino in una SAN o su un server Standalone, &amp;egrave; una cosa pericolosa perch&amp;eacute; espone il salvataggio al cosiddetto single point of failure: in caso di perdita dei dischi di posizionamento dati, oltre al proprio ambiente si perde anche il Backup.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 &amp;ldquo;Quando&amp;rdquo; effettuare un backup? Nello scenario tipico la sera &amp;egrave; il periodo in cui il traffico &amp;egrave; talmente basso che l&amp;rsquo;impatto sull&amp;rsquo;infrastruttura di rete &amp;egrave; minore; tuttavia ci sono realt&amp;agrave; dove i sistemi sono online 24 ore su 24 e dove i dati devono essere sempre disponibili, dato che si lavora da pi&amp;ugrave; parti del mondo, oppure ci si trova a che fare con aziende a produzione continua.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Da non sottovalutare il discorso legato a &amp;ldquo;ogni quanto&amp;rdquo;: per alcune VM potrebbe bastare&amp;nbsp; un backup giornaliero, ma per server come File Server, Databases, Mail Server e simili,&amp;nbsp; la frequenza di backup&amp;nbsp; dovrebbe essere pi&amp;ugrave; elevata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 &lt;strong&gt;Backup&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
 Veeam Backup &amp;amp; Replication &amp;egrave; la soluzione di gestione backup per ambienti fisici e/o virtuali, che siano essi Hyper-V o VMware. In questo articolo ci si parler&amp;agrave; di come effettuare i backup con l&amp;#39;hypervisor di casa Microsoft e come fare il restore dei dati in modo facile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 La versione 6 introduce molte novit&amp;agrave;, una di queste &amp;egrave; l&amp;rsquo; introduzione di una funzionalit&amp;agrave; che finora era appannaggio di Vmware e che permette di aumentare delle performance di backup fino a 20 volte rispetto alla versione precedente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Prima di partire con la creazione del backup &amp;egrave; necessario mettere&amp;nbsp; sotto la gestione del software, i vari server che si vogliono proteggere. Le modalit&amp;agrave; possono essere diverse, figura 1, e vanno dalla gestione di un cluster Hyper-V, al server Standalone ed anche alla protezione dell&amp;#39;ambiente mediante System Center Virtual Machine Manager.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;
 &lt;img alt="" src="/BlogImage/image/2012_04_20_VeeamBaR/01.png" style="width: 600px; height: 450px;" /&gt;&lt;br /&gt;
 Figura 1 - Aggiunta nuovo host&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Una volta conclusa questa attivit&amp;agrave; &amp;egrave; tempo di configurare un nuovo Job. Si parte dal presupposto che l&amp;#39;applicazione sia stata gi&amp;agrave; configurata e che i Repositories siano stati settati nel modo corretto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Nella sezione Backup &amp;amp; Replication &amp;egrave; possibile avviare il task per creare un nuovo backup per Hyper-V.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Il wizard permette di scegliere se effettuare il backup della singola Virtual Machine o di tutto il server host, figura 2, anche se comunque &amp;egrave; possibile creare delle eccezioni di salvataggio.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;
 &lt;img alt="" src="/BlogImage/image/2012_04_20_VeeamBaR/02.png" style="width: 600px; height: 488px;" /&gt;&lt;br /&gt;
 Figura 2 - Selezione oggetti&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Il passo successivo consiste nel selezionare il Repository, la Retention ed il tipo di Proxy da utilizzare: questa funzione permette di scegliere se demandare il carico del lavoro ad un host dedicato oppure all&amp;#39;host di virtualizzazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 La schermata successiva, figura 3, da la possibilit&amp;agrave; di selezionare due funzioni molto utili: il supporto alla Volume Shadow Copy di Microsoft per garantire la consistenza transazionale del backup, e l&amp;rsquo;indicizzazione del file system della VM sotto backup. Per entrambe le operazioni &amp;egrave; necessario inserire un set di credenziali valide, che abbiano sufficienti privilegi.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;
 &lt;img alt="" src="/BlogImage/image/2012_04_20_VeeamBaR/03.png" style="width: 600px; height: 450px;" /&gt;&lt;br /&gt;
 Figura 3 - Configurazione supporto VSS ed indicizzazione&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Chiaramente &amp;egrave; possibile andare ad impostare credenziali diverse per ogni singola VM, figura 4, eventualit&amp;agrave; possibile in ambienti complessi. Altra operazione impostabile &amp;egrave; la capacit&amp;agrave; di eseguire la truncate dei log o meno, ed in quale modalit&amp;agrave; (operazione fondamentale per VM con a bordo database e o server Exchange.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;
 &lt;img alt="" src="/BlogImage/image/2012_04_20_VeeamBaR/04.png" style="width: 600px; height: 450px;" /&gt;&lt;br /&gt;
 Figura 4 - Impostazioni Avanzate&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Prima di ultimare il wizard, occorre impostare la schedulazione del job, dopodich&amp;egrave; si pu&amp;ograve; passare all&amp;rsquo;esecuzione del job che pu&amp;ograve; essere tenuta sotto controllo come descritto in figura 5.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;
 &lt;img alt="" src="/BlogImage/image/2012_04_20_VeeamBaR/05.png" style="width: 600px; height: 450px;" /&gt;&lt;br /&gt;
 Figura 5 - Backup VM&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 &lt;strong&gt;Restore&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
 Il recupero dei dati &amp;egrave; un altro aspetto fondamentale , di certo non meno importante del salvataggio in se. Veeam B&amp;amp;R mette a disposizione tre modalit&amp;agrave; di recupero dati, figura 6, ognuna di esse tarata per le varie esigenze:&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;
 &lt;br /&gt;
 Figura 6 &amp;ndash; Modalit&amp;agrave; Restore&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 &lt;strong&gt;Restore Guest File&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
 La maggior parte delle volte, il restore dei dati &amp;egrave; fatto per riportare a nuova vita un documento eliminato e questo tipo di recupero deve essere fatto in tempistiche celeri. Attraverso questa modalit&amp;agrave; &amp;egrave; possibile scegliere da quale punto fare il recupero dei dati specificando anche la ragione del restore (importante per tenere traccia internamente).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 La versione 6 di Veeam BaR mette a disposizione due modalit&amp;agrave; per il recupero dei dati: tramite console o tramite la web console di Enterprise Manager.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Aprendo la pagina web di Enterprise Manager &amp;egrave; possibile tenere sotto controllo tutte le attivit&amp;agrave; del server di backup, figura 7 senza dover passare obbligatoriamente dalla classica interfaccia; ma la cosa pi&amp;ugrave; interessante &amp;egrave; sicuramente il restore dei singoli file.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;
 &lt;img alt="" src="/BlogImage/image/2012_04_20_VeeamBaR/07.png" style="width: 580px; height: 442px;" /&gt;&lt;br /&gt;
 Figura 7 &amp;ndash; Enterprise Manager&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Gli strumenti messi a disposizione non sono convenzionali, bens&amp;igrave; &amp;egrave; possibile utilizzare diversi filtri di ricerca e localizzare l&amp;rsquo;analisi su pi&amp;ugrave; macchine contemporaneamente; inoltre l&amp;rsquo;interfaccia &amp;egrave; molto user friendly e questo consente di ottenere un risultato veloce.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 A secondo dei permessi &amp;egrave; possibile scaricare il documento localmente oppure ripristinarlo all&amp;rsquo;interno del server originale; il tutto con un tempo di reazione molto basso ed una perdita di tempo lavoro ridotta al minimo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 &lt;strong&gt;Recupero File VM&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
 Questa modalit&amp;agrave; permette di recuperare i file .vhd all&amp;rsquo;interno di una delle macchine protette con B&amp;amp;R, oppure all&amp;rsquo;interno della macchina dove gira la console. Anche in questo caso &amp;egrave; possibile specificare il motivo del restore, come mostra la figura 8.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;
 &lt;img alt="" src="/BlogImage/image/2012_04_20_VeeamBaR/08.png" style="width: 600px; height: 450px;" /&gt;&lt;br /&gt;
 Figura 8 &amp;ndash; Restore File .vhd&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 La velocit&amp;agrave; di restore, figura 11, &amp;egrave; legata molto al tipo di hardware ed alla dimensione del file .vhd, ma qui entra in gioco anche il nuovo sistema di Veeam Backup &amp;amp; Replication che permette di aumentare le performance di recupero dati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 &lt;strong&gt;Recupero dell&amp;rsquo;intera VM&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
 Il recupero dell&amp;rsquo;intera Virtual Machine &amp;egrave; necessario in casi di disastro grave o di failure della macchina virtuale, dovuta magari ad una corruzione del sistema operativo. Anche in questo caso &amp;egrave; possibile scegliere due modalit&amp;agrave; di recupero: nella posizione di origine o su un altro Host.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Questo tipo di restore non &amp;egrave; indicato solo in caso di disastro, ma anche per simulare un ambiente di test che si avvicina in modo perfetto a quello di produzione, magari nel caso si debba pianificare un upgrade di un software o una nuova soluzione che per&amp;ograve; si vuole provare in modo dettagliato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Riportare tutte le VM necessarie in un server Host di test &amp;egrave; il modo migliore, senza perdere tempo a reinstallare tutti i singoli server e fare un allineamento identico ai server originali, cosa che fa perdere solitamente molto tempo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Il wizard permette di scegliere dove posizionare i file .vhd e la configurazione della VM, vedi figura 9, oltre a permettere la scelta della Network.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;
 &lt;img alt="" src="/BlogImage/image/2012_04_20_VeeamBaR/09.png" style="width: 600px; height: 450px;" /&gt;&lt;br /&gt;
 Figura 9 &amp;ndash; Wizard Restore VM&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Anche in questo caso, la durata del restore &amp;egrave; direttamente proporzionale al peso della VM, alla velocit&amp;agrave; di trasferimento della rete ed alle performance dei dischi. Concluso questo processo, sar&amp;agrave; possibile visionare la propria VM all&amp;rsquo;interno della console Hyper-V, come mostra la figura 10.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;
 &lt;img alt="" src="/BlogImage/image/2012_04_20_VeeamBaR/10.png" style="width: 600px; height: 455px;" /&gt;&lt;br /&gt;
 Figura 10 &amp;ndash; Console Hyper-V&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 &lt;strong&gt;Replication&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Il nome del prodotto fa capire quale sia l&amp;rsquo;altra funzione messa a disposizione, ovvero la Replica. L&amp;rsquo;attuale versione di Hyper-V, la 2.0, non permette di avere un sistema di replica del proprio ambiente e non permette di creare un sistema passivo pronto ad entrare in funzione non appena il server host principale vada offline.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Chiaramente bisogna anche tenere in considerazione che, per quanto si possa avere un sistema passivo pronto all&amp;rsquo;uso, i dati non devono risiedere localmente, altrimenti il rischio &amp;egrave; quello di trovarsi una perdita di informazioni necessarie per il ripristino dell&amp;rsquo;infrastruttura.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Anche in questo caso &amp;egrave; necessario studiare a fondo la criticit&amp;agrave; della propria infrastruttura e creare un piano di replica atto a ridurre al minimo il &lt;em&gt;delta&lt;/em&gt; delle informazioni perse. L&amp;rsquo;avvio del wizard permette di selezionare le VM da replicare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Il passo successivo &amp;egrave; quello di selezionare il server di destinazione a la cartella dove posizionare i file. Come avviene per il Backup, &amp;egrave; possibile personalizzare il job, vedi figura 11, scegliendo la modalit&amp;agrave; di Proxy, il tipo di ottimizzazione, il numero di punti di ripristino ed il suffisso da applicare alla Virtual Machine replicata; anche in questo caso, non manca il supporto per il VSS e per l&amp;rsquo;indicizzazione dei file all&amp;rsquo;interno delle VM.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;
 &lt;img alt="" src="/BlogImage/image/2012_04_20_VeeamBaR/11.png" style="width: 600px; height: 450px;" /&gt;&lt;br /&gt;
 Figura 11 &amp;ndash; Impostazioni Job Replica&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Il wizard si termina nel momento in cui si imposta la schedulazione dell&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; che pu&amp;ograve; essere schedulata oppure a ciclo continuo. Come detto in precedenza, l&amp;rsquo;importanza di pianificare questa configurazione &amp;egrave; la chiave di un buon ripristino: una replica costante, permette di avere il server secondario sempre allineato ma pu&amp;ograve; provocare dei rallentamenti sulla rete, quindi &amp;egrave; necessario trovare un equilibrio e configurare i propri server nel modo corretto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 &lt;strong&gt;Restore Failover&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 L&amp;rsquo;operazione di failover, figura 12, permette di far partire immediatamente la VM replicata sulla destinazione.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;
 &lt;img alt="" src="/BlogImage/image/2012_04_20_VeeamBaR/12.jpg" style="width: 600px; height: 450px;" /&gt;&lt;br /&gt;
 Figura 12 &amp;ndash; Wizard Restore Replica&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Uno scenario altrettanto importante da consiiderare, &amp;egrave; l&amp;rsquo;operazione di failback, ovvero&amp;nbsp; il poter rispostare i servizi di produzione nuovamente nel sito originario, un qualcosa che Veeam Backup &amp;amp; Replication permette anche in questo caso di effettuare direttamente dalla console in maniera sicura.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 &lt;strong&gt;Conclusioni&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
 Veeam Backup &amp;amp; Replication 6 offre molte possibilit&amp;agrave; per la protezione degli ambienti Hyper-V, e non solo. La granularit&amp;agrave; dei vari wizard permettono di impostare i vari parametri nel miglior modo possibile, nonch&amp;eacute; di personalizzarlo in modo completo. Da non sottovalutare la funzione di Replication, che consente di avere un server Host passivo sempre allineato con quello attivo, evitando l&amp;rsquo;acquisto di costosi sistemi SAN e senza configurare soluzioni di Clustering.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 S&lt;/p&gt;
</description><category>Veeam</category><dc:creator>Silvio Di Benedetto</dc:creator><comments /><guid>http://www.insidetechnologies.eu/blog_details.aspx?ID=215</guid></item><item><title>Operations Manager 2012: Installare l'Agent su Windows 8 Server</title><link>http://www.insidetechnologies.eu/blog_details.aspx?ID=214</link><pubDate>Thu, 12 Apr 2012 13:30:48 GMT</pubDate><description>&lt;p&gt;
 Da un po&amp;#39; di giorni sono stati rilasciati dei Management Pack, in versione Beta e non supportati in produzione, per Windows 8 Server. Tuttavia, l&amp;#39;installazione dell&amp;#39;agent sulle macchine Windows 8 &amp;egrave; leggermente diverso rispetto alla versione precedente, dato che nel nuovo sistema operativo &amp;egrave; nativo il supporto al Framework 4.5.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Una volta lanciato il wizard, questo &amp;egrave; uno degli errori che compaiono - figura 1.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;
 &lt;img alt="" src="/BlogImage/image/2012_04_12_OM2012Win8/01.png" style="width: 600px; height: 450px;" /&gt;&lt;br /&gt;
 Figura 1 - Errore Wizard&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 In caso si provi ad installare l&amp;#39;agent a mano, compare un errore come quello della figura 2.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;
 &lt;img alt="" src="/BlogImage/image/2012_04_12_OM2012Win8/02.png" style="width: 600px; height: 450px;" /&gt;&lt;br /&gt;
 Figura 2 - Errore Agent con installazione a mano&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Come detto in precedenza, l&amp;#39;errore &amp;egrave; causato solo dalla mancanza del Framework 2/3.5 sulla macchina di destinazione. Una volta fatta questa operazione dal Server Manager, figura 3, sar&amp;agrave; possibile effettuare nuovamente il deploy.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;
 &lt;img alt="" src="/BlogImage/image/2012_04_12_OM2012Win8/03.jpg" style="width: 345px; height: 144px;" /&gt;&lt;br /&gt;
 Figura 3 - Installazione Framework 2/3.5&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Il risultato sar&amp;agrave; quello della figura 4.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: center;"&gt;
 &lt;img alt="" src="/BlogImage/image/2012_04_12_OM2012Win8/04.jpg" style="width: 482px; height: 321px;" /&gt;&lt;br /&gt;
 Figura 4 - Installazione completata&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Attualmente non esistono MP per il monitoraggio di Hyper-V 3 anche se probabilmente non si dovr&amp;agrave; attendere troppo per vederlo disponibile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 S&lt;/p&gt;
</description><category>System Center Suite</category><dc:creator>Silvio Di Benedetto</dc:creator><comments /><guid>http://www.insidetechnologies.eu/blog_details.aspx?ID=214</guid></item><item><title>Operations Manager 2012: Aggiungere il Product Key alla versione trial</title><link>http://www.insidetechnologies.eu/blog_details.aspx?ID=213</link><pubDate>Tue, 10 Apr 2012 21:43:28 GMT</pubDate><description>&lt;p&gt;
 Con l&amp;#39;arrivo di della RTM di Operations Manager 2012, molti si saranno posti la domanda: ma se mi piace la versione trial e voglio passare alla definitiva, devo reinstallare tutto da zero? La risposta &amp;egrave; no. Bench&amp;egrave; non ci sia niente tramite interfaccia grafica, &amp;egrave; possibile usare un comando in PowerShell per trasformare lo stato di attivazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Questi sono i comandi da lanciare dal server MS, tramite la console PS dedicata ed avviata come Amministratore:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 &lt;em&gt;Set-SCOMLicense &amp;ldquo;yourlicensekey&amp;ldquo;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 Per&amp;nbsp;verificare se la modifica &amp;egrave; stata attuata, lanciate questo comando: &lt;em&gt;Get-SCOMManagementGroup | ft skuforlicense, version, timeofexpiration &amp;ndash;a&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 S&lt;/p&gt;
</description><category>System Center Suite</category><dc:creator>Silvio Di Benedetto</dc:creator><comments /><guid>http://www.insidetechnologies.eu/blog_details.aspx?ID=213</guid></item></channel></rss>
