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Gennaio 2020: un anno per aggiornare i sistemi
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Gennaio 2020: un anno per aggiornare i sistemi

Il 2019 sarà un anno molto caldo per tante aziende che hanno fatto i loro lavori maggiori 10 anni fa. Molti dei sistemi operativi, e software, attualmente in uso, saranno ufficialmente tolti dal supporto e quindi non utilizzabili più in ambienti di produzione.

 

Sono ben 8 i prodotti che saranno messi fuori gioco da Microsoft, a distanza di oltre 10 anni da loro primo rilascio, tra cui: Windows 7, Windows Server 2008, Windows Server 2008 R2, SQL Server 2008, SQL Server 2008 R2, Exchange Server 2010, SharePoint Server 2010, Office 2010.

 

Windows 7

Avviato sulla strada del declino, Windows 7 è stato sicuramente uno dei migliori sistemi operativi di casa Microsoft. Chiamato a risollevare le sorti infami di Windows Vista, la piattaforma è stata innovativa per l’introduzione di tante novità in ambito di sicurezza come BitLocker, AppLocker, UEFI support e molto altro ancora.

Per quanto riguarda Windows 8, benchè il supporto sarà attivo fino al 2023, Microsoft sta pensando di ridurre il supporto operativo di un altro sistema operativo che non ha mai trovato consensi da parte del pubblico. In termini di share puro, Windows 10 è molto più diffuso come sistema operativo e la sua tecnologia è molto avanzata in termini di sicurezza.

 

Windows Server 2008

Con la parte server, sicuramente I discorsi diventano più interessanti perchè se aggiornare un client è più facile, dire lo stesso di un server è più complicato. Se Windows 7 ha goduto di un periodo di upgrade gratuito a Windows 10, lo stesso non è avvenuto con la parte server (ovviamente). Inoltre, aggiornare un server, che ha una componente operativa, richiede un’analisi più dettagliata, che a volte si scontra con software vecchi e produttori non più esistenti sul mercato.

 

A gennaio, sia Windows Server 2008 che 2008 R2, la versione basata sul kernel di Windows 7, vedranno terminare il loro supporto. Non nominati, ma con la stessa sorte, anche Hyper-V Server 2008 e 2008 R2 che già da un po’ di tempo sono stati esclusi dai vari vendor di backup e tool.

Exchange Server 2010

Un altro grande prodotto che ci saluta, è Exchange Server 2010, il primo vero software cloud-oriented, usato all’interno della prima versione di Office 365. Dopo aver stravolto tutto con la versione 2007, Exchange Server 2010 è stato sicuramente uno dei più funzionanti software di posta elettronica, capace tutt’ora di integrarsi con il cloud per ambienti ibridi per per fare migrazioni dal mondo on-premises.

SQL Server

Anche SQL Server 2008 è stato, a suo modo, artefice della rivoluzione cloud. Azure SQL era la prima versione di database cloud-based e gestita tramite queste edizioni di SQL. A differenza degli altri prodotti, il supporto ufficiale di entrambe le piattaforme scadrà a settembre 2019, 4 mesi prima di Windows Server 2008.

 

Office 2010

Legato ad Exchange Server, Office 2010, è stato il primo ad introdurre la Ribbon Bar, usata per un po’ di tempo come standard per tutti i prodotti Microsoft e poi in parte abbandonata in favore di console HTML5. L’accoppiata Windows 7 ed Office 2010 è ancora molto popolare negli ambienti piccoli e forse per la maggior parte delle aziende è ancora perfetta.

 

In questo caso il suo ciclo di vita non sarà come Windows 7, ma ci saranno circa 10 mesi in più, dato che fino ad Ottobre continueranno ad arrivare aggiornamenti. Discorso diverso per il supporto operativo, che già è stato ridotto; Office 365, così come Exchange Server 2019, non supportano più Office 2010 e quindi il cambio di versione diventa necessario.

Cosa Significa la Fine Supporto?

Quando un prodotto va in End-of-Life, è possibile utilizzarlo ma non saranno più rilasciate patch di nessun tipo (migliorative o di sicurezza). Un altro aspetto importante è che il supporto operativo verrà tagliato e quindi diventerà impossibile trovare un software di backup capace di proteggere Windows 7 o Windows Server 2008 R2.

 

Se qualcuno si domanda se potrà continuare a lavorare con software fuori supporto, la risposta è sì ma questo comporta esporre il fianco a livello di sicurezza.

 

GDPR Compliance

Il GDPR è chiaro nel riportare che va fatto di tutto per mettere in sicurezza la propria infrastruttura e questo significa anche avere software aggiornati e sempre allineati con le patch di sicurezza. Un software fuori supporto non può garantire questo requisito e rende l’azienda esposta a potenziali sanzioni (oltre che ad attacchi informatici).

 

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